La chitarra è accordata alla perfezione sulle corde a vuoto. L’ottavatura è regolata. Eppure, salendo lungo il manico, alcune note escono stonate e altre sporche, e certi tasti ronzano anche con l’action giusta.

In quel caso truss rod, action e intonazione hanno già fatto la loro parte. A chiedere attenzione sono i tasti.

Nella mia guida Risveglia la tua chitarra lo scrivo all’inizio: la base sono i tasti. Ogni regolazione che trovi nella guida dà il meglio su una chitarra con tasti livellati, coronati e lucidati. In questo articolo ti spiego cos’è la rettifica, quando serve e perché va fatta prima del setup.


I segnali che ti mandano i tasti

I tasti si consumano con le ore di suonato, soprattutto nelle zone del manico che usi di più. Altre volte escono dalla fabbrica già poco uniformi tra loro. In tutti e due i casi la chitarra ti avvisa così:

L’ultimo segnale è il più comune. Molti clienti mi portano la chitarra chiedendo di abbassare l’action, e appena scendo con le corde l’irregolarità dei tasti viene fuori.

Tasti consumati compromettono ogni altra regolazione che fai sullo strumento.


Alzare l’action nasconde il problema

La scorciatoia è alzare le corde. Il buzz sparisce, la chitarra smette di friggere, e diventa più dura da suonare.

Un’action più alta crea margine sopra un tasto più alto o più consumato degli altri, e l’irregolarità resta lì sotto. Anche il truss rod qui fa poco: regola la curvatura del manico per tutta la sua lunghezza e lascia ogni tasto all’altezza che ha.

Il setup si adatta alla geometria dei tasti. Per correggerla serve la rettifica.


Cos’è la rettifica dei tasti

La rettifica crea una superficie di lavoro coerente tra tutti i tasti, così il setup ha una base corretta su cui costruire. Comprende tre lavorazioni, una dopo l’altra.

  1. Livellatura. Porto tutti i tasti alla stessa altezza, togliendo i punti più alti e le zone consumate.
  2. Coronatura. Dopo la livellatura la sommità dei tasti è piatta. Con la coronatura le ridò la forma arrotondata, così la corda appoggia in un punto preciso.
  3. Lucidatura. Rendo liscia la superficie su cui scorre la corda.

Con i tasti ben arrotondati e lucidi senti la differenza sotto le dita: il playing scorre e i bending sono fluidi. La corda scivola su una superficie liscia, senza l’attrito che altera l’intonazione mentre tiri la nota.


Perché richiede mani esperte

La coronatura si fa con lime diamantate specifiche, passate con movimenti controllati sulla sommità del tasto. La lima deve restare sul tasto, e solo sul tasto.

Basta uno scivolamento minimo perché tocchi la tastiera. Su un manico in rosewood o in ebano il segno è immediato, difficile da correggere e ripristinabile solo da un esperto.

Anche la livellatura chiede precisione. Se si toglie più materiale da un lato del manico che dall’altro, la geometria cambia: lo vedi quando misuri il relief e trovi un gap sul mi grave molto diverso da quello sul mi cantino.

Per questo la rettifica la affido all’esperienza e a un’attrezzatura professionale, e la consiglio a te allo stesso modo: falla fare a un liutaio.


Rettifica o refretting?

Ogni tasto ha un’altezza minima sotto la quale non si può più lavorare. Finché ne resta abbastanza, la rettifica riporta i tasti in ordine.

Quando l’usura supera quella soglia, il tasto va sostituito. A seconda di quanti tasti sono arrivati al limite si fa un refretting completo oppure un intervento parziale.

Prima di tutto il liutaio misura il livello di usura e ti dice quale delle due strade serve.


Prima la base, poi il setup

Il setup lavora sopra i tasti. Se i tasti sono irregolari, ogni regolazione successiva si porta dietro quell’errore.

  1. Prima si sistema la geometria dei tasti.
  2. Poi si lavora su relief, action e intonazione.

Con una rettifica ben fatta ogni regolazione successiva diventa precisa e duratura. Prima di investire tempo in un setup completo, conviene far valutare i tasti da un liutaio.

Nella guida Risveglia la tua chitarra trovi il metodo per fare il setup completo da te: truss rod, action, ottavatura e il resto, passo per passo. Il capitolo sulla coronatura ti insegna a riconoscere i segnali dei tasti consumati, così sai quando fermarti e portare lo strumento dal liutaio.


Domande frequenti

Cosa comprende la rettifica dei tasti?

Tre lavorazioni in sequenza: la livellatura porta tutti i tasti alla stessa altezza, la coronatura riarrotonda la sommità di ogni tasto, la lucidatura rende liscia la superficie su cui scorre la corda.

Come capisco se la mia chitarra ha bisogno di una rettifica?

Quando le corde a vuoto sono accordate e l’ottavatura è regolata, eppure alcune note lungo il manico suonano stonate, il sustain cala o certi tasti ronzano anche con l’action corretta. Sono i segnali tipici di tasti consumati o irregolari.

Basta alzare l’action per eliminare il buzz?

Alzando l’action il buzz può sparire, però la chitarra diventa più dura da suonare e l’irregolarità dei tasti resta. Stai compensando la geometria invece di correggerla.

Il truss rod può sostituire la rettifica?

No. Il truss rod regola la curvatura del manico lungo tutta la sua lunghezza. Un tasto più alto o consumato rispetto agli altri resta tale: per quello serve lavorare sui tasti.

Quando serve il refretting invece della rettifica?

Ogni tasto ha un’altezza minima sotto la quale non si può più lavorare. Se l’usura l’ha superata, il tasto va sostituito: con un refretting completo o con un intervento parziale sui tasti più consumati.

Posso fare la coronatura dei tasti da solo?

Servono lime diamantate specifiche e una mano esperta: se la lima scivola anche di poco tocca la tastiera, e su rosewood o ebano il segno è immediato e difficile da correggere. È un lavoro da affidare a un liutaio.

Impara a fare il setup della tua chitarra e a riconoscere quando i tasti chiedono una rettifica.

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Angelo Bonechi — Alchemyst Guitars

Liutaio e chitarrista a Firenze. Mi occupo di setup personalizzati, fretwork, elettronica e ottimizzazione della chitarra elettrica. Il mio approccio parte da un principio semplice: lo strumento deve essere regolato intorno al musicista, non il contrario.

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