Una chitarra da 300 euro è necessariamente peggiore di una da 2.500?

No.

Ma sarebbe altrettanto sbagliato sostenere che siano la stessa cosa e che si paghi soltanto il marchio.

La realtà, soprattutto quando si parla di liuteria, è molto più interessante.

Dopo aver lavorato su strumenti appartenenti a fasce di prezzo molto differenti, una delle cose che considero più importanti è separare due concetti che spesso vengono confusi: il valore dello strumento e la qualità del suo setup.

Una chitarra costosa può arrivare sul banco regolata male. Una entry level può invece sorprendere, quando la struttura di base è valida e viene portata nelle condizioni corrette.

Il prezzo ci dice qualcosa. Ma non ci dice tutto.


Dove si trova davvero la differenza?

Quando prendo in mano una chitarra non guardo per prima cosa il logo sulla paletta.

Guardo il manico. Guardo i tasti. Controllo il capotasto. Osservo il ponte. Sento come risponde lo strumento sotto le dita.

Ed è proprio qui che iniziano spesso a emergere le vere differenze tra uno strumento economico e uno appartenente a una fascia superiore.

Una produzione entry level deve necessariamente contenere i costi. Questo può significare meno tempo dedicato alle rifiniture, hardware più economico, elettronica più semplice e soprattutto una maggiore variabilità da esemplare a esemplare.

Non significa che ogni chitarra economica sia costruita male. Significa che il tempo disponibile per ogni singolo strumento è necessariamente più limitato.

Una chitarra economica può essere limitata non tanto dal progetto, quanto dal tempo che la fabbrica ha potuto dedicarle.


Il vero costo nascosto delle entry level: il tempo di lavorazione

Quando si parla di chitarre economiche si tende a guardare immediatamente pickup, meccaniche, ponte o legni.

Ma una delle voci più importanti è spesso meno visibile: il tempo di manodopera.

Un lavoro accurato sui tasti richiede tempo. Bisogna verificare che siano uniformi, controllare la geometria, eventualmente rettificarli, ricoronarli, rifinirli e lucidarli.

Su uno strumento entry level tutte queste operazioni non possono ricevere lo stesso tempo individuale che può essere dedicato a uno strumento di fascia molto più alta o a una lavorazione effettuata successivamente da un liutaio.

I tasti vengono montati e lo strumento deve naturalmente superare determinati controlli produttivi, ma il margine di lavorazione deve essere compatibile con il prezzo finale della chitarra.

Ed è proprio qui che spesso nasce una caratteristica tipica di molte chitarre economiche: l’action piuttosto alta.

Perché molte chitarre entry level escono con l’action alta?

Un’action più alta non è necessariamente il risultato di una negligenza.

Molte volte è semplicemente una scelta produttiva legata ai costi e alle tolleranze.

Se i tasti non sono perfettamente uniformi tra loro, abbassare molto le corde può far comparire immediatamente problemi come:

Lasciare invece un po’ più di spazio tra corde e tasti permette allo strumento di funzionare con maggiore margine.

Un’action più alta può compensare una geometria dei tasti non perfettamente uniforme. Questo non significa che il problema sia stato risolto. Significa che è stato reso meno evidente.

Ed è proprio quello che capita quando un cliente mi porta una chitarra da 400, 500 o 600 euro e mi dice: “Vorrei abbassare l’action”.

A volte si può fare con un semplice setup. Altre volte, appena si prova a scendere, iniziano a comparire buzz e irregolarità.

A quel punto bisogna capire una cosa fondamentale: il problema non è più il setup. Il problema può essere che prima del setup serva una lavorazione sui tasti.


Il setup non può correggere tutto

Questo è uno degli errori più comuni.

Si pensa che il setup possa risolvere qualsiasi problema di suonabilità. Non è così.

Se un tasto è più alto di un altro, se ci sono irregolarità importanti o se la geometria del fretwork non permette di scendere con l’action, il setup può soltanto adattarsi al problema.

La soluzione più semplice è alzare le corde. La chitarra magari smette di friggere. Ma diventa più dura da suonare.

Tecnicamente hai nascosto il sintomo. Non hai corretto la causa.

Ed è qui che entra in gioco la rettifica.

Una buona rettifica serve a creare una superficie di lavoro coerente tra i tasti, così da poter costruire il setup su una base più corretta.

  1. Prima si sistema la geometria.
  2. Poi si lavora su relief, action e intonazione.

Non il contrario.


Una chitarra economica non è necessariamente una cattiva chitarra

Quando acquisti uno strumento entry level devi essere consapevole che, se il prezzo è basso, da qualche parte il produttore deve necessariamente contenere i costi.

E non sempre questo significa utilizzare materiali pessimi. Molto spesso significa semplicemente poter dedicare meno tempo a ogni singolo esemplare.

È per questo che mi piace fare una distinzione: una chitarra economica può essere limitata non tanto dal progetto, quanto dal tempo che la fabbrica ha potuto dedicarle.

Questa differenza cambia completamente il modo in cui si guarda uno strumento. Perché se la base è buona, il margine di miglioramento può essere enorme.

Ed è qui che alcune entry level possono sorprendere

Se trovo un manico stabile, una buona struttura, un ponte funzionante e uno strumento complessivamente sano, una chitarra economica può avere molto potenziale.

Un fretwork corretto, un capotasto regolato bene e un setup realmente personalizzato possono trasformare in modo molto evidente la percezione dello strumento.

Questo non significa trasformare magicamente una chitarra da 300 euro in una Custom Shop.

Significa semplicemente: portare quella specifica chitarra al massimo di ciò che la sua struttura permette.

Il lavoro del liutaio non dovrebbe essere quello di promettere miracoli. Dovrebbe essere quello di capire quanto potenziale è ancora nascosto nello strumento.


E allora perché una chitarra professionale costa molto di più?

Perché salendo di fascia non stai pagando necessariamente una sola caratteristica.

Stai pagando una combinazione di fattori: qualità e selezione dei componenti, lavorazioni, hardware, elettronica, finiture, tolleranze produttive, controllo qualità, manodopera, ricerca del produttore e naturalmente anche valore del marchio.

Un buon strumento professionale dovrebbe soprattutto offrire una cosa: maggiore consistenza.

Puoi trovare un’ottima chitarra da 500 euro. Ma magari ne provi cinque prima di trovare quell’esemplare.

Salendo di fascia, idealmente aumenta la probabilità di trovare strumenti con una base già molto buona.

Non è una regola assoluta. Ma è una delle cose che stai pagando.

Una chitarra costosa può comunque aver bisogno del liutaio

Assolutamente sì.

Il setup di fabbrica non conosce il musicista che comprerà lo strumento.

Il produttore deve quindi trovare un compromesso.

Per questo considero le misure di fabbrica soprattutto un punto di partenza.

Il setup veramente interessante comincia quando smettiamo di chiedere: “Qual è l’action corretta?” e iniziamo a chiedere: “Qual è l’action corretta per questa chitarra e per questo musicista?”


Le misure standard creano risultati standard

Questo è uno dei principi su cui baso il mio modo di lavorare.

Una tabella può dirti da dove iniziare. Non può necessariamente dirti dove fermarti.

Due chitarristi possono prendere la stessa identica chitarra e aver bisogno di due setup completamente differenti.

Chi ha un tocco leggero può spingersi verso regolazioni che diventerebbero ingestibili per chi ha un picking molto aggressivo.

Il musicista fusion che cerca fluidità nel legato può avere esigenze diverse dal chitarrista metal che colpisce violentemente le corde in palm muting.

Il setup non è una misura.
È un equilibrio.

Hardware ed elettronica fanno la loro parte, ma non sempre sono il problema

Sui modelli entry level è normale trovare componenti appartenenti a fasce di prezzo più basse.

Meccaniche, ponti, potenziometri, switch, jack e pickup possono avere caratteristiche più semplici.

Ma anche qui bisogna evitare la sostituzione compulsiva.

Cambiare subito pickup perché “quelli originali fanno schifo” non è sempre la scelta migliore.

Prima controllerei setup generale, altezza pickup, elettronica, capotasto, ponte, intonazione e risposta complessiva dello strumento.

Un pickup regolato male può sembrare peggiore di ciò che è realmente. Lo stesso vale per un ponte o per una meccanica.

Prima di sostituire un componente bisogna capire se è realmente lui il limite.

Questo è il punto in cui diagnosi e semplice sostituzione di pezzi diventano due filosofie completamente diverse.


Quando non vale la pena investire su una entry level?

Esiste anche un limite.

Se il manico presenta problemi strutturali importanti, il truss rod non lavora correttamente, il legno è instabile, il ponte presenta problemi seri o il costo degli interventi comincia ad avvicinarsi al valore di uno strumento significativamente migliore, bisogna fermarsi e fare una valutazione razionale.

Non tutto deve essere riparato a qualunque costo.

Un buon professionista dovrebbe anche essere in grado di dire: “Su questa chitarra non investirei questa cifra.”

Anche questo fa parte del lavoro.


Quindi: entry level o chitarra blasonata?

Una chitarra professionale ben costruita parte generalmente da una base migliore e dovrebbe garantire maggiore qualità e consistenza.

Ma una entry level con una buona struttura può diventare uno strumento sorprendentemente performante se viene lavorata correttamente.

La vera domanda quindi non è soltanto: “Quanto costa?”

È: “Quanto è buona la base e quanto margine di miglioramento ha questo specifico strumento?”

Perché una chitarra economica può avere limiti reali. Ma può anche semplicemente aver ricevuto meno tempo in fabbrica.

Ed è proprio qui che una valutazione professionale può fare la differenza.

Non per trasformare ogni chitarra economica in una chitarra da boutique. Ma per capire cosa hai realmente tra le mani.

E soprattutto: quanto può ancora darti.

  1. Prima si corregge la base.
  2. Poi si costruisce il setup.

Domande frequenti

Perché le chitarre economiche hanno spesso l’action alta?

Perché un’action più conservativa crea maggiore margine rispetto a eventuali irregolarità dei tasti. In produzioni dove il tempo dedicato al fretwork individuale è più limitato, questo permette allo strumento di funzionare senza richiedere lavorazioni aggiuntive particolarmente costose.

Una rettifica può migliorare una chitarra entry level?

Sì, se la struttura dello strumento è buona e il limite principale è l’uniformità dei tasti. Una buona rettifica può permettere di lavorare con un’action più controllata e un setup più preciso.

Una chitarra da 600 euro può aver bisogno di una rettifica?

Può succedere. Il prezzo da solo non garantisce che il fretwork sia perfettamente uniforme. Ogni strumento va valutato singolarmente.

Basta alzare l’action per eliminare il buzz?

Può ridurlo, ma non significa necessariamente aver corretto il problema. Se la causa è un’irregolarità dei tasti, stai compensando la geometria invece di correggerla.

Una chitarra economica può avere un’action molto bassa?

Sì, se geometria del manico, qualità del fretwork, capotasto e ponte lo permettono.

Una chitarra costosa è sempre regolata meglio?

No. Fascia di prezzo e qualità del setup sono due cose diverse. Anche uno strumento professionale può richiedere una regolazione personalizzata.

Meglio cambiare pickup o fare prima il setup?

Prima valuterei lo strumento nel suo insieme. Un setup corretto e una regolazione dell’altezza dei pickup possono modificare considerevolmente la risposta percepita.

Vuoi capire cosa hai davvero tra le mani e quanto può ancora darti? Porta la tua chitarra in laboratorio: prima valutiamo la base, poi costruiamo il setup.

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Angelo Bonechi — Alchemyst Guitars

Liutaio e chitarrista a Firenze. Mi occupo di setup personalizzati, fretwork, elettronica e ottimizzazione della chitarra elettrica. Il mio approccio parte da un principio semplice: lo strumento deve essere regolato intorno al musicista, non il contrario.

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